Rossini la prima della sua messa con Gaetano Braga
Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini. Pagina enigmatica e avveniristica, ultima composizione tra quelle che il vecchio maestro, da anni in ritiro, si dilettò a chiamare con ironia Péchés de vieillesse. La Messa fu composta interamente nel 1863, anche se Giuseppe Radiciotti, il massimo biografo rossiniano, afferma che “in verità egli l’andava vagheggiando da lungo tempo”.
Rossini si dedicò al lavoro non solo con estrema dedizione, ma anche con l’intenzione di lasciare una testimonianza suprema della propria arte. E si occupò con altrettanta cura della sua prima esecuzione. Che seguì la sorte degli altri lavori rossiniani del periodo, ma solo in parte. I normali Péchés de vieillesse conobbero infatti, come è noto, le loro esecuzioni nel salon di casa Rossini alla Chaussée d’Antin o, durante l’estate, in quello del “Beau Séjour” di Passy. Ma per quanto Rossini volesse preservare iì carattere privato anche alla “prima” della Petite Messe, la propria casa parigina dovette sembrargli non solo insufficiente a contenere gli invitati, ma anche inadeguata alla solennità dell’evento. Si optò dunque per il palazzo del banchiere Pillet-Will, la cui moglie Louise divenne dedicataria della partitura. L’esecuzione ebbe luogo il 14 marzo 1864 con una replica il giorno dopo. La prima audizione, una specie di prova generale riservata, fu onorata dalla presenza di musicisti quali Carafa, Auber, Thomas, Meyerbeer, oltre che da altri nomi del bel mondo e della cultura. Ancora più brillante l’uditorio che presenziò alla seconda serata. Oltre a Meyerbeer, che vi era ritornato entusiasta, figuravano un buon numero di diplomatici, capitanati dal nunzio apostolico monsignor Flavio Chigi, ministri, stelle del bel canto, finanzieri (tra cui gli immancabili Rothschild), glorie affermate e future dei concertismo e i rappresentanti della stampa parigina. Infatti a quella esecuzione “privata” seguirono ampi resoconti su tutti i giornali che, come nota il Radiciotti, furono piuttosto inni che recensioni. Rossini aveva presieduto in prima persona alla preparazione. Tra i coristi, scelti da Auber tra i migliori allievi de! Conservatoire e preparati da Giulio Cohen, figuravano giovani che avrebbero percorso brillanti carriere. Al pianoforte vi erano Georges Mathias e Andrea Peruzzi, all’harmoniurn il futuro autore della celebre Encyclopédie de la musique, Albert Lavignac, allora diciottenne. I solisti erano di prima grandezza: le sorelle Barbara e Carlotta Marchisio, che negli anni immediatamente precedenti avevano riportato in onore Semiramide e il bel canto rossiniano, il tenore Italo Gardoni e il basso Luigi Agnesi. Rossini sedeva accanto al pianoforte principale suonato da Mathias e da lì dava gli attacchi. Voltava le pagine al secondo pianista (Peruzzi) il violoncellista, compositore e maestro di canto Gaetano Braga, autore dell’indimenticabile Leggenda Valacca.
